29 settembre 2006

Quarto appuntamento con la nostra newsletter umbra.

In questo primo numero autunnale vi parleremo di due ristoranti non molto distanti fra loro da un punto di vista geografico ma, ahimé, ben di più da quello della cucina. Il semaforo verde è questa volta assegnato ad un famosissimo ristorante di Spello, da anni stabilmente al top dell'offerta regionale, mentre quello giallo ad un ristorante posto sul Clitunno ad un paio di chilometri dalle famose fonti. Da CHEF abbiamo poi tratto la ricetta per preparare le lumachine di mare al finocchietto. Infine l'evento, I Primi Piatti d'Italia, manifestazione aperta ieri (lo rimarrà fino a domenica) in quel di Foligno.

Ci congediamo augurandovi un buon fine settimana. L'appuntamento è per venerdì 27 ottobre.

 

In uno dei borghi più belli d’Italia, Spello, c’è anche uno dei migliori ristoranti della regione, la Bastiglia. Situato in un bel punto panoramico, l’ambiente interno risulta caldo ed accogliente, con il giusto accostamento delle pietre a vista ed il legno. Suggestiva la terrazza in cui è possibile mangiare durante la stagione estiva. Sempre ottima la cucina, che si cimenta in piatti della tradizione rivisitati con grande maestria, anche se in questa nostra ultima visita abbiamo notato alcuni lievi tentennamenti. Il servizio continua ad essere molto professionale e cortese. Carta dei vini ben strutturata e con ricarichi corretti; estrema disponibilità nell'aprire diverse bottiglie per l'offerta al bicchiere. Dalla carta delle vivande, che contiene ben quattro menù degustazione, ci siamo lasciati tentare da un ottimo foie gras caramellato con zuppa di anguilla affumicata e ortaggi a sgrassare la bocca. Gustosi i cannelloni di tegame di coniglio e melanzane con infusione del suo brodo, zafferano di Cascia e tartufo scorzone e dei tortelli di pappa al pomodoro, zuppa di ricotta, olio al basilico e limone, con la sfoglia ben tirata e ben cotta. Strepitosa la cotoletta di piccione al pistacchio con zuppa di pesche di vigna e cappelletti di ghiotta, morbido e profumato il flan di ratatouille (un minuto in più di cottura non avrebbe guastato) su salsa di bruschetta al tartufo scorzone. In chiusura, un soufflé (poco cotto) di albicocca con crema fredda di vin santo e anice stellato e una lasagna di ananas e ricotta di pecora su salsa di gojaba, dal gusto allappante.


Metti una limpida e calda giornata di settembre, una splendida compagnia ad allietare il viaggio da Roma verso Montefalco per l’apertura della settimana enologica, l’incantevole paesaggio umbro…metti tutto questo e aggiungi un ristorante con un dehors esterno affacciato sul Clitunno, una cameriera che come congiunzione usa la “y”, un patron presente anche ai tavoli. Somma tutto e avrai la dimostrazione che la ristorazione non risponde alle stesse regole della matematica!!! Riassumendo in una frase l’esperienza, potremmo infatti dire tutto perfetto tranne la cucina e il servizio… Ce lo ricordavamo decisamente migliore questo famoso ristorante che ha (o meglio ha avuto…) l’indubbio merito di discostarsi nell’offerta dalla mediocrità della ristorazione di pesce della nostra regione. Offerta che attinge sia dal mare che dal fiume, con preparazioni però nella maggior parte dei casi difettose. Diverse imprecisioni nel servizio, con un antipasto arrivato insieme ad un primo, il vino alla mescita arrivato già riempito dalla cucina. Tragicomico l’epilogo: ci viene portato il conto senza averlo richiesto, paghiamo e vediamo il patron e la cameriera chiudere a chiave la porta del ristorante e salutarsi; poi, rivolgendosi a noi, seduti attoniti all’esterno con il tavolo ancora apparecchiato: “Ragazzi, restate pure quanto volete, noi andiamo…”. Ma facciamo un passo indietro. Siamo partiti con una degustazione del pescatore (un misto di antipasti), in cui il gambero imperiale crudo (e mal pulito) era sovrastato dall'acidità del limone, il sautè di cozze e vongole era caratterizzato da un'eccessiva nota piccante, il totano all'intingolo era buono ma sapido e il gambero di fiume con pomodoretto discreto. Le lasagnette della taverna erano un gustoso primo piatto ben mantecato con il condimento di gamberi e altro pesce, il risotto ai gamberi era invece qualcosa di inaccettabile: scotto, letteralmente affogato nel pomodoro e avaro di crostacei. Sufficiente la trota alla griglia anche se la cottura è stata prolungata un po' troppo, molto buoni i gamberi di fiume all'arrabbiata. Chiusura con un semifreddo (più simile ad una mousse) ai fichi d'india (c’era stato detto semifreddo ai fichi, ma in effetti che siano nostrani o d’india che differenza fa…), troppo dolce e gelatinoso. Non ci siamo consolati neanche con il vino: una volta questo ristorante era famoso per una lista di spessore; ora è rimasto ben poco di quella carta con una settantina di etichette, alcune interessanti, ma molte anche di natura commerciale; per non parlare dei distillati, con una sola grappa disponibile. Nel complesso, nonostante tutti gli appunti mossi, non possiamo parlarvi di un ristorante insufficiente, ma quando le aspettative e i ricordi sono buoni, la delusione per una sufficienza è forte…

 

Lumachine di mare al finocchietto

Ingredienti per 4 persone:

1.000 gr di lumachine di mare, 400 gr di polpa di pomodoro fresco, 1 porro, 1 gambo di sedano, 1 carota, 1 mazzetto di finocchietto selvatico, 1 spicchio d'aglio, 3 cucchiai di olio extravergine di oliva, sale grosso e fino, pepe nero

Preparazione:

Risciacquate più volte le lumachine di mare, quindi raccoglietele in una capace teglia, copritele di acqua fredda, aggiungete il porro, il sedano e la carota, una manciata di sale grosso, portatele su fuoco moderato e, al bollore, calcolate 2 minuti, quindi scolatele. Soffriggete in una casseruola un grosso spicchio d'aglio in 3 cucchiai d'olio caldo; unite le lumachine, fatele insaporire a fuoco vivo per 3 minuti, poi aggiungete abbondante finocchietto selvatico tritato, la polpa di pomodoro ridotta a dadini, una macinata di pepe, incoperchiate, riducete la fiamma e lasciate stufare per circa 30 minuti; alla fine, correggete di sale (sarà sufficiente un pizzico di quello fino), quindi completate con un trito fresco di finocchietto; trasferite in una ciotola adeguata le lumachine con tutto il loro saporito intingolo e servitele immediatamente, calde.

Questa ricetta è tratta da Chef 3.5, un programma Tekworks che contiene oltre 24.500 ricette, scaricabile gratuitamente dal nostro sito all'indirizzo www.romanelpiatto.it/chef.asp. Scaricalo subito, approfittane!!!

 

I Primi d'Italia (Foligno - PG - dal 28 Settembre al 1 Ottobre 2006)

E' iniziata ieri a Foligno per concludersi domenica l'ottava edizione de I Primi d'Italia, manifestazione totalmente incentrata sui primi piatti, organizzata dall'Epta - Confcommercio di Perugia. Elemento centrale dell'evento sono i cosiddetti Villaggi del Gusto, isole tematiche da visitare in un vero e proprio viaggio gastronomico con degustazioni continuative all'accessibile prezzo di 2 euro. Ci saranno poi le ricette spiegate da famosi chef e uno spazio particolare dedicato ai bambini, I Primi Piatti d'Italia junior, in cui interverranno medici di base e pediatri per discutere della corretta dieta mediterranea.

La manifestazione osserverà i seguenti orari di apertura:

Giovedì 28 Settembre: 16.00-23.00
Venerdì 29 Settembre: 16.00-23.00
Sabato 30 Settembre: 10.00-23.00
Domenica 1 Ottobre: 10.00-21.00

L'ingresso è gratuito. Per il programma completo della manifestazione visitate il sito www.iprimiditalia.it

 

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