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Bersaglio
centrato in pieno!…nuovamente, dobbiamo aggiungere, visto che dopo
la nostra ultima visita siamo rimasti ancora più soddisfatti. Certo,
il locale non ha un forte “appeal”: palazzina anonima posta
alle spalle di una pompa di benzina, insegna tipo discoteca anni ‘70
e un tipo di arredamento che risulta eccessivamente carico e datato. Ma
siamo sicuri che una volta seduti e, cominciato a mangiare i buonissimi
piatti, vi dimenticherete di ciò che vi circonda. La cucina è
molto classica e dà il meglio di sé con il pregiato fungo
ipogeo, anche se tutte le altre preparazioni le abbiamo comunque trovate
perfettamente eseguite. Il servizio è preciso e attento, solerte
nel dare spiegazioni su alcuni piatti e generoso nelle grattatine di tartufo.
Morbido e profumato il flan di verdure con fonduta al tartufo, eccezionali
i tagliolini gialli al tartufo bianco, con la cottura bella al dente (cosa
assai difficile con questo tipo di pasta!) e la giusta amalgama. Cremoso
e saporito l’uovo d’oca ad occhio di bue con spolverata del
prezioso tubero, ottimo il brasato di cinghiale al vino rosso di Montefalco…tanto
da indurci a fare anche la scarpetta. Conclusione golosa con il cestino
di biscotto croccante con zabaione al Marsala, dove l’apporto alcolico
del vino era perfettamente equilibrato. Lista dei vini non estesissima,
ma con alcune etichette di assoluto pregio, in annate che hanno fatto
la storia del vino italiano! Insufficiente l'offerta al bicchiere (una
sola etichetta).
Come siamo pronti a rilevare e rivelare (scusate l’anagramma) le cose che a nostro avviso non vanno nei ristoranti testati, così dobbiamo per onestà ammettere quando siamo noi a compiere un errore. E questo è uno degli esempi più eclatanti in cui si impone un mea culpa da parte nostra. L’anno scorso vi parlammo infatti di Rossano come di un buon ristorante di pesce, a suo modo un’istituzione in Umbria, uno di quei posti dove mangi tanto e bene e spendi poco; lo facemmo, ovviamente, a seguito un paio di esperienze positive, evidente frutto, con il senno di poi, di due giornate di grazia dello chef... Dopo l'uscita della guida, ci sono arrivate alcune segnalazioni da parte dei lettori che contestavano quanto da noi scritto, dato che, a loro dire, avevano trovato una cucina insufficiente. La verifica era d'obbligo e non è stato come ritornare con i piedi per terra, di più…abbiamo addirittura scavato… Le abbiamo pensate tutte, pure ad uno scambio di cuochi con la vicina casa circondariale di Capanne (ben visibile dalle finestre del ristorante)! Venendo all’ambiente, la grande sala da pranzo, arredata in modo rustico, ha delle vetrate che nelle belle giornate la rendono luminosa e abbastanza accogliente, complice anche il grande camino che riscalda e domina il salone. Il servizio è sbrigativo e impreciso, con una lista dei vini recitata svogliatamente a voce e bottiglie, comprese quelle dell'acqua, che arrivano in tavola già aperte... I quattro menù fissi proposti (i cui prezzi sono dichiarati solo dopo apposita richiesta) hanno dei nomi decisamente poco “tipici” che vanno dal Mini al Maxi passando per il Flash e il Medio. Ma il problema vero, risiede altrove…in cucina. Partiamo con una serie di antipasti che, usando un termine a me caro, definirei imbarazzanti. Un sautè di cozze e vongole con i mitili rinseccoliti, degli scampi al pomodoro stracotti e sovrastati dal peperoncino, dei gamberi in salsa rosa anch’essi soverchiati dalla salsa, un’insalata di polipo (gommoso) e del salmone marinato con arance e mela dall'odore incerto... Beh, almeno con i primi piatti… Neanche per sogno! Il risotto al nero di seppia era immangiabile per quanto scotto, i ravioloni, anch’essi al nero di seppia, annegati nella crema di scampi, mentre le tagliatelle allo scoglio non erano male. Delle buone cappesante gratinate ci hanno illuso su un cambio di rotta che puntualmente non è arrivato. Ed ecco quindi uno sformatino di alici a prova di vampiro per quanto aglio c’era, degli spiedini di gamberi e calamari al sapore di griglia "bruciata", una deludente rana pescatrice con olive verdi e un fritto misto di gamberi, calamari e paranza unto e preparato con un olio modesto. Un sorbetto al limone insapore e un improponibile caffè aromatizzato all’alloro servito con panna commerciale, sono stati la degna conclusione di un’esperienza veramente disastrosa.
Gnocchetti tirolesi Ingredienti per 4 persone: Per la pasta: 200 gr di farina, 3 uova, 3 cucchiai di latte, 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva, sale. Per il condimento: 100 gr di speck, 1 mazzetto di erba cipollina, 1 cipolla piccola, 2 cucchiai di formaggio grana, 5 cucchiai di olio extravergine di oliva, sale e pepe Preparazione: Preparate gli spatzli: mettete in una terrina la farina, le uova, il latte e il sale; lavorate energicamente il composto fino ad ottenere una pasta molto morbida. Portate ad ebollizione una pentola con abbondante acqua salata; mettete la pasta nell'apposito utensile sopra la pentola e fate scendere gli spatzli nell'acqua (in mancanza dell'utensile versate il composto nell'acqua con un cucchiaino). Scolateli con la schiumarola appena vengono a galla, versateli in acqua fredda e fateli raffreddare; scolateli di nuovo e stendeteli in una pirofila spennellata d'olio affinchè non attacchino. Conservate un poco di acqua di cottura che può servire per il condimento. Preparate il condimento: tagliate a striscioline lo speck; pulite la cipolla, lavatela e tritatela finemente; mettetela in un tegame con l'olio e fatela appassire senza lasciarla colorire; unitevi le striscioline di speck e fatele appena scaldare; salate e pepate. Aggiungete infine l'erba cipollina, lavata e tritata, e gli spatzli e fateli scaldare mescolandoli con un cucchiaio di legno; aggiungete qualche cucchiaio di acqua di cottura degli spatzli se necessario. Versateli nel piatto di portata e serviteli subito accompagnandoli con il formaggio grana grattugiato. Questa ricetta è tratta da Chef 3.5, un programma Tekworks che contiene oltre 24.500 ricette, scaricabile gratuitamente dal nostro sito all'indirizzo www.umbrianelpiatto.it/chef.asp. Scaricalo subito, approfittane!!!
Identità Golose (Milano - dal 28 al 31 gennaio 2007) Inizia domenica la terza edizione di Identità Golose, manifestazione ideata e organizzata da Paolo Marchi, che quest'anno conta ben 56 relatori (il primo anno erano 18). Si tratta di un congresso in cui gli chef più noti della nostra Penisola, e non solo, terranno delle conferenze/lezioni con il fine dichiarato di valorizzare la Cucina Italiana. Sede dell'evento è Palazzo Mezzanotte, in Piazza Affari, 6. Per i dettagli, vi consiglio come sempre, anzi questa volta in modo particolare visto che è fatto molto bene, di visitare il sito della manifestazione, cliccando qui |
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