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Il nostro lavoro ci impone di essere narratori imparziali delle esperienze vissute nei ristoranti ed a questo principio siamo sempre stati fedeli. E’ inutile nascondere, però, che ci sono alcuni indirizzi a cui, per svariati motivi, siamo legati in modo particolare, ed è un vero e proprio supplizio quando dobbiamo parlarne in modo non lusinghiero. Abbiamo temuto di doverlo fare lo scorso anno per questo indirizzo dopo aver saputo del cambio di gestione. La forza del locale, un’ex norcineria portata avanti da una coppia di coniugi, era costituita dalla selezione delle materie prime del territorio e da una cucina semplice e rispettosa dell’evolversi delle stagioni (indimenticabili, a maggio, i ravioli con fave e pecorino!). Per fortuna, invece, abbiamo riscontrato un livello immutato delle preparazioni e, ahimé, anche gli stessi piccoli difetti come il servizio che va in tilt con i tempi a locale pieno, frutto probabilmente di una cucina sottodimensionata. L’ambiente è estremamente semplice, senza fronzoli ma nel suo genere accogliente; se poi deciderete di provarlo in questa stagione, allora il discorso cambia, e in meglio. Lo splendido giardino interno, in pratica un’oasi nel pieno centro cittadino, permette di mangiare allietati dalla frescura delle piante in un contesto veramente piacevole. Venendo all’ultima esperienza in ordine cronologico, vissuta nel secondo fine settimana di Umbria Jazz, siamo partiti con un classico del locale, la fantasia di tortine, dei piccoli assaggini di torta al testo di buon livello con varie farcie (la torta al testo viene anche servita a tutta la tavola al posto del pane). Molto buoni anche gli altri due antipasti provati, il tortino di pecorino dolce con crostini al tartufo e il barbozzo alla contadina. Lieve calo con i primi piatti: i malfatti di ortica e ricotta al tartufo sono risultati eccessivamente salati, mentre le tagliatelle al tartufo nero, seppur buone, un po' secche. Decisamente meglio è andata con i secondi. Ci è piaciuta l'aromaticità del maialino alla perugina con finocchio selvatico, così come abbiamo trovato ben eseguiti i due tipi di filetto - maiale e manzo - al tartufo, il tutto accompagnato da delle eccellenti patate al forno. In chiusura imperdibile la crostata con marmellata e pinoli. Migliorata, infine, la lista dei vini che seppur ancora limitata, contiene una trentina di etichette in rappresentanza del territorio ricaricate in modo corretto. Insomma, se vorrete fare un tuffo nella vera ristorazione perugina, ora sapete dove andare!
Il 15 maggio a Gubbio si celebra un giorno speciale: la festa dei ceri. L’intera città è coinvolta e l’atmosfera che si respira è davvero emozionante. Alla ricerca di un po’ di relax, prima dell’avvio della corsa, ci lasciamo alle spalle la città in direzione frazione Montanaldo. Bellissima è la vista sulla valle sottostante di cui è possibile godere da quest’agriturismo. Meno piacevole lo spazio interno dove le ampie sale e il gran numero di coperti danno l’idea di un'accoglienza "preconfezionata" comune, purtroppo, a molti locali di questo tipo. Tuttavia il disinganno non è stato completo. C’è piaciuto il servizio, senza fronzoli, cortese ed attento e il menù che, seppur recitato a voce, non ha limitato le nostre scelte. Non ci ha invece convinto la cucina: piatti semplici e tradizionali, realizzati in parte con materie prime di produzione propria, spesso penalizzati da cotture sbagliate. Abbiamo iniziato con un abbondante antipasto composto da un involtino di melanzane e mozzarella e da una crêpe con formaggio, funghi e tartufo, entrambi caldi e molto gustosi. A seguire dei discreti salumi, un dolcissimo melone, delle semplici tartine con maionese e verdure, un'onesta bruschetta al pomodoro e una delicata tagliata di manzo (sottilissima) con rucola e parmigiano. Il tutto accompagnato da una crescia calda, fuori croccante ma leggermente umida all'interno. Altalenanti i primi piatti: squisite le tagliatelle pachino e funghi porcini, mentre i cappellotti al tartufo erano poco cotti e dal ripieno duro, ma con un buon condimento. Deludenti le carni alla brace: maiale (bistecca e salsiccia) dimenticato sulla griglia e agnello, dal sapore, a mio avviso, un po’ forte. Delle tiepide patate al forno (sembravano lesse) e dei teneri spinaci saltati in padella sono stati i nostri contorni. Come dessert una gratificante crema chantilly con millefoglie sbriciolato ed una specialità, la "composta": un piatto con frutta fresca, salame del re (buono) e una fetta di pan di Spagna dalla farcitura stucchevole. Non è prevista la carta dei vini ma unicamente quello della casa, disponibile alla spina o imbottigliato, rivelatosi discreto. Fine pranzo affidato ad un caffè leggermente sovraestratto e dall’aroma bruciato.
Spaghetti con acciughe e pomodorini Ingredienti per 4 persone: 350 gr di spaghetti, 100 gr di acciughe salate, 400 gr di pomodorini a grappoli, 3 cucchiai di olio extravergine di oliva, 2 spicchi d'aglio, peperoncino Preparazione: Raschiate leggermente le acciughe, lavatele e asciugatele con la carta da cucina quindi diliscatele e sfilettatele. Lavate i pomodorini e spezzettateli grossolanamente scartando i semi. Scaldate l'olio in una padella insieme al peperoncino e fatevi imbiondire gli spicchi d'aglio che avrete leggermente schiacciato con la lama del coltello. Quando l'aglio avrà preso colore scartatelo, ritirate la padella dal fuoco e fate sciogliere i filetti d'acciughe schiacciandoli con la forchetta nell'olio caldo. Rimettete la padella su fuoco, versatevi i pomodori e fateli cuocere scoperti, a fiamma vivace, per qualche minuto in modo che si asciughino un poco senza tuttavia perdere il sapore di crudo. Non aggiungete sale. Cuocete gli spaghetti e scolateli al dente quindi fateli saltare per un minuto nel sugo e serviteli ben caldi. Questa ricetta è tratta da Chef 3.6, un programma Tekworks che contiene oltre 24.500 ricette, scaricabile gratuitamente dal nostro sito all'indirizzo www.umbrianelpiatto.it/chef.asp. Scaricalo subito, approfittane!!!
Calici di Stelle (Tutta Italia - 10 agosto 2007) Edizione numero 10, quella che si terrà nella prossima notte di San Lorenzo, di questa bella manifestazione (500.000 partecipanti l'anno scorso!) ideata e realizzata dal Movimento Turismo del Vino in collaborazione con l'Associazione Città del Vino. In tutta Italia verranno allestiti banchetti per degustare il nettare di Bacco nella notte delle stelle cadenti. Mi raccomando, tenete a "portata di mano" un desidero per essere pronti ad esprimerlo in caso osserviate il fenomeno. Per conoscere i dettagli del programma cliccate qui |
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